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LA STORIA

Tutto ebbe inizio all’inizio degli anni 30’, quando i fratelli Anna e Raffaele Muscariello impararono la prima a cucire i guanti, il secondo a tagliare le pelli.

Dopo anni trascorsi ad imparare e perfezionare la loro tecnica di lavoro, i due fratelli, forti della giusta dimestichezza con il prodotto, decisero di aprire un laboratorio artigianale tutto loro, nel cuore della Napoli antica. A seguirli, sin dalla giovane età di 16 anni, vi era Gaetano Pellone, secondo di sette figli di Anna.

Nel 1964 Gaetano, avendo appreso i segreti dell’arte guantaia tradizionale napoletana, decide di aprire un laboratorio artigianale che prese il suo nome, “Gaetano Pellone” per l’appunto. È proprio in questo periodo che, grazie alla qualità delle materie prime e all’attenzione maniacale per i piccoli particolari, i guanti della Pellone iniziarono ad essere presenti tra gli scaffali dei migliori negozi specializzati delle principali città italiane.

IMG_5902Nel 1991, forte della tradizione e dell’ottima fattura dei prodotti della Pellone, nasce la Gala Gloves, acronimo di Gaetano, Lorenzo e Antonietta (gli ultimi due rispettivamente primogenito e moglie di Gaetano), rappresentata dal secondogenito di Gaetano, ovvero Alessandro Pellone. Da allora, sino al giorno d’oggi, Alessandro si prodiga affinché la qualità e la raffinatezza del prodotto che fu della Gaetano Pellone, possa travalicare i confini nazionali, distinguendosi e facendosi apprezzare in tutta Europa e nel mondo. Alessandro, con impegno e dedizione porta il suo prodotto “made in Naples” a Milano, Parigi, Londra, Tokyo, dove aziende e buyers riconoscono ed apprezzano la qualità del prodotto.

Nel 2007 nasce la Gala Gloves s.r.l, di cui Alessandro è Amministratore Unico. Ad oggi la famiglia Pellone lavora giorno dopo giorno per mantenere alto lo standard qualitativo a cui ha, negli anni, abituato i propri clienti, preservando qualità e tradizione come capisaldi fondamentali e senza mai dimenticare la ricerca e l’attenzione verso le tendenze e le mode del momento, in maniera tale da portare avanti la visione della “contemporary tradition” tanto cara ad Alessandro.

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